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Avvelenamento a Verbania, arrivate le analisi

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(22 dicembre 2017)

avvelenamentiRiprendiamo la notizia del sospetto avvelenamento segnalato da un nostro socio a Verbania nel novembre scorso: http://www.aspromiele.it/index.php/archivio-prima-pagina/20052-apicoltura/20844-avvelenamento-a-verbania.
Sul campione di api raccolto dall’apicoltore, sono state effettuate  analisi sia dall’istituto zooprofilattico che dal laboratorio di  riferimento per Aspromiele.
Il laboratorio dell’istituto zooprofilattico ha ricercato 5 principi attivi e non ha riscontrato valori anomali. Il laboratorio consultato da Aspromiele, invece, ha effettuato analisi ricercando 110 principi attivi. L’unico principio attivo trovato in quantità superiore a quelle rilevabili è il piperonyl butoxide, una sostanza commercializzata come coadiuvante di alcune molecole insetticide (nello specifico, in Italia, si tratta soprattutto di piretro naturale o piretroidi) per uso agricolo o biocida.
Se valutato da solo, il piperonil presenta una tossicità verso l’ape mellifera classificata come ‘Moderatamente tossica’ dal Pesticide Action Network Pesticide Database (http://www.pesticideinfo.org/). Inoltre, in base ad alcuni studi pubblicati, viene riportata un’azione sinergica (ovvero di incremento di tossicità) tra il piperonyl e alcune molecole insetticida formulati all’interno dello stesso prodotto. Dal punto di vista ecotossicologico, a questa sostanza vengono associati valori di tossicità acuta (DL50 > 25 µg/ape) mentre sono ancora poco noti i dati di tossicità subacuta o cronica.
Visto che il piperonil in Italia viene commercializzato prettamente insieme ad altre molecole insetticide, risulta particolarmente complicato stabilire se la mortalità registrata a Verbania sia stata

causata solo dal piperonil oppure se sia stata provocata da un’azione sinergica tra piperonil e la molecola insetticida associata (non rilevata però durante l’analisi perché probabilmente già degradata al momento del campionamento oppure ancora presente all’interno delle api in quantità infinitesimale).
Questo avvelenamento ‘fuori stagione’ e la tipologia di prodotto commercializzato per svariati usi agricoli (sia professionali che hobbistici) o biocidi rende difficile identificare la fonte di tale inquinamento. L’unico consiglio che si può dare a chi possiede apiari in quella zona è quello di non abbassare la guardia e di controllare periodicamente lo stato di salute degli alveari, e, nel caso si notassero situazioni particolari, avvertire subito il tecnico di Aspromiele e il servizio veterinario.
Anche in virtù di queste situazioni Aspromiele sta preparando una proposta da presentare in Regione per un protocollo condiviso da adottare nel caso avvengano nuovi avvelenamenti.